La Madonna della Mirra

Siamo a Piozzo, comune della provincia di Cuneo, nel bel mezzo del meraviglioso territorio delle Langhe. Viti e dolci colline fanno da sfondo a piccoli borghi più o meno conosciuti, quasi tutti con qualche piccolo tesoro da scoprire. Piozzo è salito alla ribalta negli ultimi anni grazie anche alla presenza del notissimo Birrificio Baladin, che ha ridato molto slancio turistico alla zona. E’ inoltre famoso per le sue zucche, e se siete appassionati delle panchine giganti e non resistete ad instagrammarle tutte qui troverete pane per i vostri denti. E proprio a poca distanza, girando le vecchie e strette stradine ed uscendo appena appena dal borgo, ecco che si fa presto ad incappare nell’abbandono – che, come si suol dire, è davvero sempre dietro l’angolo.

La facciata della Chiesa

Il santuario della Madonna della Madonna della Mirra si presenta così, celato dietro ad una recinzione rossa da cantiere, e mezzo sepolto dai rovi. Per essere precisi correggo il tempo verbale con l’imperfetto si presentava, dal momento che le fotografie e la visita risalgono all’anno 2019 – non sia mai che nel frattempo lo si trovi ripulito ed in ristrutturazione, non capitano quasi mai queste sorprese ma sarei felice per una volta di sbagliarmi.

Il Porticato

Costruito sui resti di una struttura fortificata nacque come chiesa nel XV secolo, via via vi si aggiunsero i nuovi edifici dedicati al ritiro spirituale. Sarà il silenzio di una giornata tersa invernale, col freddo che punge il naso ed il respiro che si trasforma in candide nuvolette, ma l’atmosfera che si respira è di grande pace. Dalle grate delle finestrelle sbirciamo l’interno della Chiesa e ve lo mostriamo.

L’interno della Chiesa

Vi si troverebbe secondo diverse fonti disponibili sul web il dipinto della Madonna in Mandorla più bello del monregalese, ma nelle mie fotografie non lo vedrete. O non l’ho cercato nel posto giusto o è talmente compromesso da non essere riconoscibile, mi auguro più la prima che la seconda ipotesi. Sarebbe bello augurarsi che l’affresco sia stato staccato da chi di competenza e sia tutt’ora conservato in un luogo più adatto, ma non abbiamo informazioni disponibili. Sotto il porticato, quasi mangiate dalla vegetazione, fanno ancora capolino alcune interessanti scritte come quella qui sotto.

Scritte sotto il porticato

…e subito sembra di sentire il rumore delle ruote dei carri sul selciato, gli schiamazzi acuti dei bambini e le grida più roche dei vecchi che giocano a bocce. Un attimo ed è tutto passato, ma per un istante una finestra temporale si è aperta ed il porticato è tornato com’era: pieno di suoni, centro del paese, crocevia di chiacchiere e di storie. Altre iscrizioni ci parlano della vita sacra e della devozione popolare, soprattutto del culto per Sant’Anna, madre di Maria.

Devozione a Sant’Anna, madre di Maria

Qualcuno ha lasciato un’immagine sacra ed un piccolo ninnolo fuori dalle grate, probabilmente in segno di riconoscenza per la sacralità del luogo, magari a titolo di grazia ricevuta. Sembrerebbe quasi che il luogo crolli a pezzi ma non la devozione della gente, e spesso è proprio così in un’Italia dove non si riesce nemmeno a stimare il numero di chiese abbandonate.

Qualcuno ancora prega

Un’ultima iscrizione attira la nostra attenzione, ed è proprio il caso di dire che sia abbastanza attuale, vedendo le condizioni in cui versa un luogo così bello. Certo non è l’unico; forse si farebbe prima a scrivere “Elemosina per l’Italia minore”.

Eloquenza non voluta…

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