Villa De Vecchi, infestata sì… dai cacciatori di fantasmi.

Ci sono luoghi la cui fama raggiunge livelli tali da offuscarne completamente la storia reale. Tra novelli ghostbusters e pseudo spiritisti, è difficile – se ci si muove come me dentro al mondo dell’abbandono – non imbattersi in personaggi che credono di trovare il paranormale ovunque. Il problema nasce quando, a causa della diffusione su larga scala delle notizie che permette il web, ci si ritrova ad avere vicino a casa propria uno dei luoghi “più maledetti della terra” – citando letteralmente la classifica di un ben noto sito internet americano. Stiamo parlando, miei cari lettori e mie care lettrici, di Villa De Vecchi: una meravigliosa e decadente dimora sita in provincia di Lecco, in Lombardia.

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Un confronto tra ieri ed oggi.

 

Noi del posto in verità l’abbiamo sempre chiamata la “casa rossa” – ma oggi di rosso rimane ben poco, a causa del pessimo stato in cui versa. Solo che ci piace ricordarla com’era, quando ci passavamo davanti anni or sono. Villa De Vecchi deve il suo nome al suo primo proprietario, Felice De Vecchi: non un personaggio da poco, bensì un protagonista del Risorgimento italiano – uomo eclettico, pittore, patriota e viaggiatore particolarmente amante dell’Oriente.

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Rimane poco dei bellissimi affreschi, tutte le pareti sono state vandalizzate.

 

Del resto a metà Ottocento il gusto e l’attrazione per l’esotico erano piuttosto comuni, e Felice non faceva eccezione. Tra il 1841 ed il 1842 si dedicò ad un viaggio di scoperta dell’Oriente navigando sul Danubio ed il Mar Nero, ripercorrendo le antiche vie carovaniere in Persia, visitando l’India e tornando infine attraverso l’Egitto in patria. Dopo un secondo lungo viaggio alla scoperta delle bellezze europee Felice si sposò, dedicando una lunga luna di miele in compagnia della moglie alla nostra meravigliosa Italia. La sua passione per l’arte e la matrice romantica lo portarono ad appassionarsi in particolare alle vedute montane.

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Ciò che rimane del meraviglioso camino.

Felice non era però un uomo che stava solo col pennello in mano: si dedicò anima e corpo alla causa risorgimentale, partecipò alle Cinque Giornate di Milano, fu esiliato, successivamente venne coinvolto nella repressione dei moti mazziniani ed arrestato. Nel bel mezzo di questa sua vita così avventurosa si innamorò perdutamente di Cortenova, paesino della nostra Valsassina, al punto da sceglierlo come luogo ove costruire la villa dei suoi sogni. Conobbe Cortenova nel 1852, quando già vedovo si recò alle Terme di Tartavalle per curare le patologie di cui soffriva al fegato. A proposito delle splendide – ed abbandonatissime – Terme di Tartavalle vi consiglio la lettura di un altro mio articolo, che potete trovare qui —> https://cameraobscura.blog/2019/02/03/le-terme-di-tartavalle-un-glorioso-passato-dimenticato/

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Come è ridotta oggi la facciata.

La costruzione di Villa De Vecchi fu affidata da Felice all’architetto Sidoli, il cantiere partì nel 1854: il progetto prevedeva anche un meraviglioso parco con fontana ed un casino in stile arabo attiguo alla villa. Felice arredò i tre piani della villa con gusto esotico, grazie ai numerosi souvenir riportati dai suoi viaggi. Villa De Vecchi era una dimora ordinata, eclettica e meravigliosa; altro che un luogo cupo e tetro. Purtroppo col finire degli anni ’30 gli eredi del De Vecchi la abbandonarono. Durante la guerra la villa accolse alcuni sfollati, nel 1959 fu acquistata dalla famiglia Medici di Marignano, negli anni ’80 fu rilevata da alcuni imprenditori della Valle.

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Lo scheletro dell’antico clavicembalo.

Diversi sono stati i tentativi di ridarle vita, a fine anni ’80 Villa De Vecchi era in lizza per diventare la sede della Comunità Montana, ma non se ne fece niente. I vandalismi si sono moltiplicati nel corso degli anni, la villa ora è completamente vuota ed è stato distrutto persino il clavicembalo che aveva resistito strenuamente nel bel salone. L’andirivieni continuo dei presunti cacciatori di fantasmi ha fatto il resto. Persino Italia 1 si è lasciata andare ad affermazioni improvvisate ed errate su un presunto omicidio o suicidio – che sarebbe a dire loro avvenuto tra queste pareti: con fantasma conseguente ovviamente, l’immancabile spirito che si aggirerebbe per la villa suonando il clavicembalo nelle afose notti estive.

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Le spettrali finestre.

Ci sarebbe di mezzo persino il celebre Aleister Crowley, esoterista inglese che avrebbe – il condizionale è d’obbligo – soggiornato un paio di notti alla villa praticando riti satanici e riuscendo ad evocare Mefisto in persona. L’aspetto della villa, il suo barocco decadente, le sue mura scrostate, le finestre cieche di buio hanno fatto il resto della sua fama. Tossici, satanisti della domenica, semplici curiosi: Villa De Vecchi le ha veramente viste tutte, poveretta. Nel 2002 una frana l’ha sfiorata compromettendo ulteriormente la sua situazione – ovviamente i complottisti si domandano come mai la frana sia passata ai lati della villa senza interessarla, e scorgono in questo avvenimento un chiarissimo segno delle presenze sovrannaturali che vi dimorano.

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I resti della casa del custode.

Non si perde occasione, insomma, di agitare le torbide acque delle ancestrali paure umane per fare audience. Nel 2017 una ragazza, entrata nella villa col fidanzato per curiosare, è finita al piano di sotto dopo un cedimento della scala provocandosi diversi traumi e rendendo necessario l’elisoccorso – che sia di monito a tutti: nella villa non si può entrare ed è estremamente pericoloso farlo. Esiste in Valle un comitato che preme per il futuro e la ristrutturazione della villa, ma il problema è – oltre allo stato veramente rovinoso – la conformazione del terreno dove l’edificio sorge, a rischio idrogeologico medio-alto.

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Vista aerea.

Se ne è interessato anche il FAI, senza risultato alcuno. Difficile sarà ottenere permessi ed autorizzazioni per un qualsiasi intervento, per non parlare dell’ingente investimento economico che servirebbe. Inoltre la villa ed il parco sono proprietà privata, per cui i conti non si possono fare certo senza l’oste. Il risultato: la villa continua ad essere meta turistica, il che è bene sino a che si tratta di un turismo responsabile che si limiti a fotografare la dimora dalla strada. Numerosi i visitatori che arrivano persino dall’estero per una foto ricordo della casa rossa. E a noi del posto, che di fantasmi e melodie notturne ne abbiamo sin sopra i capelli, rimane solo l’amaro in bocca dell’ennesimo pezzo di storia lasciato a marcire.

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Il retro della villa.

2 pensieri riguardo “Villa De Vecchi, infestata sì… dai cacciatori di fantasmi.

  1. Ciao bell’articolo, la villa come vedo è in uno stato molto ben piu degradato di quando la vidi qualche anno fa. Complimenti per le belle storie che racconti, ricevo volentieri la tua newsletter, anche io sono appassionato del “Genere” se hai qualche minuto da perdere ti allego il link al mio articolo su villa de Vecchi di qualche tempo fa.

    Buon Lavoro.

    Luciano

    https://www.fuorifuoco.it/villa-de-vecchi/

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    1. Ciao Luciano, vado a leggere con piacere il tuo articolo! Le mie fotografie a dire il vero sono recenti per quanto riguarda gli esterni, quelle degli interni hanno parecchi annetti. Mi fa molto piacere conoscere chi condivide la mia stessa passione, a presto!

      Federica

      "Mi piace"

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